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" Per i Napoletani il presepe è una
cosa veramente importante! Gli esseri umani si dividono
in Presepisti e Alberisti.
E questa è una conseguenza della
suddivisione del mondo in mondo d’amore e mondo di
libertà.
L’Alberista si serve per vivere di una
scala di valori completamente diversa da quella del
Presepista.
Il primo tiene in gran conto la Forma,
il Denaro, il Potere; il secondo invece pone ai primi
posti l’Amore e la Poesia.
Quelli a cui piace l’albero di Natale,
sono solo dei consumisti,
il Presepista, invece, bravo o non
bravo, diventa creatore ed il suo vangelo è “Natale in
casa Cupiello”
I pastori devono essere quelli di
creta, fatti a mano, un poco brutti e soprattutto nati a
San Gregorio Armeno, nel cuore di Napoli;
i pastori devono essere quelli degli
anni precedenti e non fa niente se sono un poco
“scassati”,
l’importante è che ognuno abbia una
storia, “nu’ bello fattariello”. E a mano a mano che
ogni pastore esce dalla scatola,

c’è la presentazione: questo è Benino
il dormiente che rappresenta l’indifferenza umana di
fronte al grande evento della nascita di Cristo;
e questa zingara, che porta un
sacchetto di chiodi, rappresenta il presagio della
crocifissione di Cristo;
…ecco i tre Re Magi che simboleggiano
il Sole, con i loro tre cavalli: bianco, rosso o baio e
nero.
Che rappresentano l’evoluzione del
giorno: Aurora, Mezzogiorno e Notte.
e… questo Pulcinella? Che ci fa tra i
pastori? Simboleggia la presenza del demonio a cui
l’uomo si nasconde, dietro una maschera;
e… il ponte? E’ il collegamento tra il
mondo dei vivi e quello dei morti, nonché il ponte per
il Paradiso…
e… il fornaio con il pane?… La vita! E
così via… …fino al completamento di quella magica
rappresentazione
della nascita del Bambinello"
“O’ presepe! L’addore d’a colla, ‘o
suvero pe fa ‘e muntagne, ‘a farina pe fa ‘a neve…”
liberamente tratto da "Così parlò
Bellavista" di Luciano De Crescenzo

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San Gregorio Armeno è una stradina stretta e lunga,
nel cuore di Napoli,
che da via dei Tribunali sale
fino a San Biagio dei Librai,
nei giorni che precedono il Natale si anima di
turisti, cultori del presepe,
artisti e pellegrini
in cerca di un passato che qualche volta sembra
ritornare.
E qui, ogni anno, la magia della tradizione si
mischia con le regole del consumismo,
tanto che ai
personaggi più tipici del presepe napoletano,
quelli tanto cari a Eduardo de Filippo, si
accostano statuette raffiguranti eroi moderni.
Simboli, nel bene e nel male, del nostro tempo.
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In botteghe senza porte o su
bancarelle coloratissime
pastori di ogni dimensione
fanno bella mostra di sé.
I più diffusi sono quelli
di terracotta dipinti a mano,
ma ce ne sono alcuni che
sono ancora più preziosi
perché vestiti con veri
indumenti di stoffa
cuciti a manodotati di
occhi di vetro,
snodati ed in tutto simili
a quelli che hanno reso
celebre nel mondo
l’arte presepiale
napoletana.
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La tradizione settecentesca
del presepe, vuole che si rappresentino i
personaggi
che hanno caratterizzato
l'anno appena trascorso, ed è per questo
motivo che gli artigiani
di San Gregorio Armeno,
continuano a creare statuette che
rappresentano personaggi politici,
dello spettacolo, dello
sport e della vita mondana in generale.
Accanto agli esemplari che
si ispirano alla tradizione più rigorosa, di
tanto in tanto, o di anno in
anno, si alterna
qualche pastore che riproduce qualche
personaggio contemporaneo.
Basti pensare che c’è
stato il periodo in cui furoreggiava il
pastore di Maradona,
poi Cannavaro con la Coppa
dei Mondiali di Calcio, la testata di Zidane,
Antonio di Pietro e
Tangentopoli, il Papa, non mancano pastori
con le sembianze
di personaggi politici
come Bossi e Berlusconi, o di indimenticati
miti napoletani
come Totò, Massimo Troisi,
Mario Merola, Sophia Loren.
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La
loro lavorazione si articola nel corso
dell’intero anno.
Al punto che, nel
passeggiare in zona, ogni giorno
sembra di respirare il
clima delle feste di Natale.
Tra i tanti visitatori
che si accalcano lungo la stretta
viuzza,
ci sono anche turisti
provenienti da ogni angolo del mondo,
ma San Gregorio Armeno
resta una tappa obbligata soprattutto
per i
napoletani che
ogni anno arricchiscono il proprio
presepe
con almeno qualche
nuovo pastore. |
| Le
botteghe sono piene di statuine. Se non
bastano gli scaffali,
gli angeli possono
volare appesi a nastri colorati.
La scelta è
incredibile: ci sono statuette di ogni
foggia e colore,
ci sono i mercanti, i
pastori, le statue vestite, quelle di
gesso,
quelle piccolissime,
solo 2 o 3 centimetri, e quelle più
grandi, fino a 30.
Basta entrare in un cortile, dietro uno
dei tanti altissimi portoni,
per scoprire delle
vere e proprie opere d'arte. Tutto è
perfettamente
ricostruito e
riproducono istanti di un tempo passato,
ma che da secoli,
qui prende vita
e forma. La cura dei particolari è
veramente incredibile. |
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La
scenografia in sughero del Presepe si
chiama "Scoglio" e risponde a regole ben
precise.
Deve avere un primo
piano pianeggiante. A questo si accede
per ripidissime discese
e "scalinatelle"
interminabili. Due grotte su questo
piano:
una per la Natività
(Grotta del Mistero), l'altra per
l'Osteria.
La grotta del Mistero
non ha bisogno di spiegazioni, mentre
bisogna sapere che l'Osteria
è il luogo dei
diavoli. Non può esistere il Bene senza
la lotta e quindi la sconfitta del Male.
Le due grotte
ravvicinate simboleggiano questa lotta.
L'armonia nasce
dall'equilibrio di due opposti principi. |
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E dopo le discese e le grotte indispensabile è il
fiume con la sua acqua.
In quest'acqua le lavandaie
laveranno i loro panni.
Sono le levatrici della
Madonna di cui si parla nei vangeli apocrifi
e che
si ammirano in pitture e bassorilievi noti. Ma oltre
a questo,
il fiume serve anche per giustificare la
presenza del ponte.
Il ponte mette in comunicazione
le anime dei vivi con quelle dei defunti.
Sul
ponte transita Ciccibacco. Costui trasporta su un
carretto
le botti piene di vino, un bue tira il
carro.
Il pozzo è l'ultimo elemento
indispensabile nello
"scoglio del Presepe". In questo si va a tuffare
la
stella cometa dopo avere soddisfatto il proprio
compito di
accompagnatrice dei Magi.
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Ideazione
e realizzazione grafica by
©andromedalidia dicembre 2008
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